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Torna l'allarme legionella

Condivido un'articolo apparso poche ore fà sul quotidiano che riporta un nuovo caso di contaminazione da legionella, la quale non avviene tramite l'uso alimentare ma solo tramite inalazione come ad esempio durante la doccia.

L’infezione si contrae attraverso aereosol, cioè quando si inala acqua in piccole goccioline contaminata da una sufficiente quantità di batteri, quando questa entra a contatto con i polmoni insorge l'infezione polmonare. Finora non è stata dimostrata la trasmissione interumana diretta. L’infezione da legionella può dare luogo a due distinti quadri clinici: la febbre di Pontiac e la legionellosi.

La febbre di Pontiac ha un periodo di incubazione di 24-48 ore e si risolve in 2-5 giorni. È accompagnata da malessere generale e cefalee seguiti da febbre.

La legionellosi ha un periodo di incubazione medio di 5-6 giorni ed è molto più grave: oltre a malessere, cefalee e tosse, possono essere presenti sintomi gastrointestinali, neurologici e cardiaci e complicanze varie; nei casi più gravi può addirittura essere letale. Una polmonite da legionella non si distingue da altre forme atipiche o batteriche di polmonite, ma è riconoscibile dalle modalità di coinvolgimento degli organi extrapolmonari.

Bresso, 5 gennaio 2015 - In autunno era stata tenuta a bada, ma mai sconfitta davvero. Ora la legionella è tornata a colpire a Bresso. Un caso accertato si è verificato a cavallo di Natale, nella città che durante lo scorso mese di ottobre ha vissuto un’emergenza senza precedenti: con sei infezioni di legionella, tra le quali una con esito mortale.

Si parla anche di un secondo caso non ancora confermato formalmente.

Ad essere infettato, secondo le prime informazioni, è un uomo di 62 anni. Un pensionato in buona salute che pratica sport e che dal 23 dicembre, dopo aver frequentato la piscina, ha accusato i primi sintomi della terribile infezione batterica. È stato ricoverato all’ospedale Bassini, dove ha superato la fase critica ed è giudicato in fase di recupero.

Tuttavia l’allarme suscitato dal nuovo caso sembra continuare a crescere, anche in virtù di un secondo caso, per ora solamente ipotizzato.

In occasione della prima emergenza era stato accertato che il batterio era annidato negli impianti idrici di singole abitazioni e di condomini, dove su ordinanza del sindaco Vecchiarelli sono state eseguite le attività di bonifica. Lo stesso Consorzio Acqua Potabile, chiamato in causa perché in agosto aveva eseguito alcuni lavori di ammodernamento dell’acquedotto che, almeno in via teorica, potrebbero essere causa dell’abnorme diffusione del batterio, aveva eseguito delle attività di bonifica su larga scala con la clorazione dell’acqua. Tuttavia nessuno può dire quanti siano gli edifici civili e gli impianti di uso pubblico nei quali il batterio killer ancora dimora. Per questo l’amministrazione comunale aveva raccomandato agli amministratori di condominio una bonifica preventiva dei condomini."

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Simone Moscato, esperto di salute attraverso l'acqua da 15 anni.

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Depuratori