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Gli acquedotti di amianto sono sicuri?

Come già ampiamente dimostrato da studi pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità) non esiste limite accettabile per una sostanza fortemente cancerogena come l’amianto ingerito, che provoca tumori documentati alla prostata, all’ovaio, al peritoneo, al pericardio e al testicolo.

L’Istituto Superiore della Sanità e l’International Agency for Research on Cancer (IARC) prendono in considerazione le malattie che la letteratura scientifica indica associate all’esposizione all’amianto: mesotelioma della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo, tumore maligno della laringe, di trachea, bronchi e polmoni, e ovaio, e pneumoconiosi.

Sono stati analizzati i dati disponibili nelle basi di dati dell’Ufficio di Statistica dell’ISS per quanto riguarda la mortalità e l’ospedalizzazione.

Inoltre fin dal 30 gennaio 2013 il Parlamento europeo stabilisce: “anche diversi tipi di tumori causati non soltanto dall’inalazione di fibre trasportate nell’aria, ma anche dall’ingestione di acqua contenente tali fibre, proveniente da tubature in amianto – sono stati riconosciuti come un rischio per la salute e possono manifestarsi addirittura dopo alcuni decenni” (articolo 37).

Infine, come sostenuto ripetutamente dal Prof. Giancarlo Ugazio (ex patologo ambientale dell’Università di Torino) nella sua pubblicazione “La triade interattiva del mondo inquinato contro la salute”, Aracne Editore, le fibre d’amianto sono dannose alla salute umana, sia se inalate, sia se ingerite, richiamandosi alle numerose ricerche del patologo giapponese Omura, fin dal 2006.

Insomma, l'unico amianto che non fa male è quello che non c'è!

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Simone Moscato, esperto di salute attraverso l'acqua da 15 anni.

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Depuratori